STORIA DEL CLUB

UN SOGNO LUNGO PIU’ DI UN SECOLO

L’Associazione Calcio Dilettanti Treviso, noto semplicemente come Treviso, o Calcio Treviso è la prima squadra cittadina del capoluogo ed è  una società calcistica italiana di Treviso, erede dello storico Foot-Ball Club Treviso, fondato nel 1909.Il Treviso Foot-Ball Club 1993 ha disputato un campionato di Serie A nella stagione 2005-06 a causa del Caso Genoa, per poi retrocedere in Serie B e fallire nuovamente nel 2009.Assieme alla Pistoiese (1980-1981), al Carpi (2015-2016), al Frosinone (2015-2016) e al Benevento (2017-2018) è una delle cinque squadre che finora ha disputato solo un campionato di Serie A, in particolare nella stagione 2005-2006 dall’inizio del girone unico nel 1929.

LE ORIGINI E LA SECONDA GUERRA MONDIALE

ll calcio a Treviso venne per la prima volta praticato nel 1896 quando ebbe luogo il Concorso Interprovinciale Ginnastico FGNI, competizione alla quale parteciparono tre polisportive ginniche trevisane che praticavano il calcio in forma non ufficiale: il Pio Istituto Turazza (nato nel 1857), la Società Ginnastica Velocipedistica Trevigiana ed il Vittorio Veneto.

Nei primi anni del Novecento si formarono diverse squadre di calcio nel territorio trevisano e così nel 1909 si arrivò alla fondazione ufficiale del Foot Ball Club Treviso. Frattanto si formarono in città nuove squadre, come la Tarvisium che per prima adottò i colori biancocelesti in quanto la squadra del capoluogo adottava i classici colori bianco e nero.

Nessuna società partecipò al campionato italiano, infatti disputarono solo incontri amichevoli, e, conseguentemente, i migliori talenti furono costretti ad emigrare.Nel 1914, prima che scoppiasse la Prima guerra mondiale, il Treviso si iscrisse alla Promozione, e l’anno successivo alla Coppa Veneto arrivando secondo dietro il Padova.

Nel 1919, finita la guerra, il Treviso disputò il campionato di Promozione conquistando la terza posizione. Intanto si inaugurò il primo campo di calcio recintato a San Lazzaro, nelle immediate vicinanze di Treviso. Sempre nel 1919, il Treviso vinse la Coppa Appiani sconfiggendo il Padova, il Bologna ed il Modena.Nel 4 giugno 1922 il Treviso giocò il suo primo incontro internazionale vincendo in casa contro il Meteor Vienna (4-0). Il settore giovanile, che nel frattempo venne formato, ebbe subito buoni risultati. Nel 1923 il Treviso partecipò al campionato di seconda divisione e qualche anno dopo passò in prima divisione, centrando un prestigioso secondo posto alle spalle del Vicenza. Nel 1933 viene inaugurato il nuovo stadio cittadino, in via Ugo Foscolo. Nel 1935 la società cambiò la denominazione della ragione sociale da Treviso F.B.C. ad Associazione Calcio Treviso.
Nel 1936 il Treviso partecipò alla Coppa Italia e si iscrisse alla Serie C, suddivisa in tre gironi. Tra gli anni trenta e quaranta la promozione in Serie B venne più volte quasi centrata.


DAL DOPOGUERRA ALLA FINE DEGLI ANNI 80
Dal campionato 1950-51 il Treviso venne allenato da Nereo Rocco, ottenendo il sesto posto al termine della successiva stagione, un piazzamento di tutto rispetto nella categoria cadetta. Buona anche la stagione seguente, sempre con il paron in panchina, con la nona posizione.Nella stagione 1953-54, dopo la partenza di Rocco, il Treviso si salvò proprio all’ultima giornata, ma l’anno seguente, con un disastroso girone di ritorno, arrivò la retrocessione in Serie C. Dopo la retrocessione, nel periodo 1955-1985, il Treviso navigò stabilmente per tanti anni in Serie C con qualche brusca caduta in Serie D. Negli anni ottanta, dopo la retrocessione nel campionato 1984-1985 in Serie C2, si susseguirono diverse crisi finanziarie che avrebbero potuto portare la società sull’orlo del baratro


DALLA FINE DEGLI ANNI 80 ALLA STORICA PROMOZIONE IN B

Nel 1991, nonostante i buoni auspici di riportare grande il Treviso, arrivò la retrocessione nel campionato di Interregionale. Il Treviso restò per quattro anni in Interregionale, fino al 1995, ma intanto accaddero nuovi fatti sul fronte societario. Dopo la condanna al fallimento della Treviso S.p.A. nei primi mesi del 1993, però una nuova società, il Treviso Foot-Ball Club 1993, ne salda i debiti e rileva il titolo sportivo. L’artefice della rinascita della squadra biancoceleste è il presidente Giovanni Caberlotto.
Tra il 1994 ed il 1997 il Treviso, con Giuseppe Pillon in panchina, riesce a realizzare una straordinaria cavalcata, vincendo tre campionati di fila e passando dai dilettanti alla Serie B in soli tre anni. Nel 1994 arriva anche la Coppa Italia Dilettanti, battendo l’Imolese.Nel corso dell’anno 1997 scompare l’amato presidente Giovanni Caberlotto. Dall’agosto 1997 al febbraio 1998 la squadra traslocò provvisoriamente allo Stadio Comunale di Monigo, campo adibito al gioco del rugby, causa ristrutturazione dell’impianto cittadino.In Serie cadetta resta dal 1997 al 2001, sfiorando per due anni, sotto la guida di Gianfranco Bellotto (nel 1999 e nel 2000), la promozione in Serie A.


DALLA RETROCESSIONE IN C1 ALLA PROMOZIONE IN SERIE A

Nel 2001 la squadra si piazza quartultima e retrocede in Serie C1, malgrado l’esonero, a inizio primavera, del tecnico Elio Gustinetti, sostituito da Mauro Sandreani. Nel 2003 la squadra ritorna in B, ottenendo la promozione grazie ad una squadra di buon livello (ne fanno parte Gallo, Bianco, Foggia, Chianese, D’Agostino, Galeoto) guidata dal tecnico italo-argentino Aldo Ammazzalorso. Dal 1997 al 2003 si sono affermati nel Treviso buoni giocatori come Massimo Gobbi, Pasquale Foggia e Barreto. Nelle file del Treviso ha giocato anche Luca Toni, il quale dimostrò definitivamente il proprio valore attraverso una stagione in Serie B in cui segnò 15 reti. La seconda stagione in B dopo la promozione dalla C1 del 2003, iniziò con pessimi risultati sotto la guida di Giancarlo D’Astoli, ma finì inaspettatamente in trionfo dopo una stagione assolutamente positiva. La squadra, allenata da Giuseppe Pillon e guidata in attacco dai brasiliani Barreto e Reginaldo, chiuse la stagione a 64 punti, conquistando così l’accesso alla semifinale dei play-off contro il Perugia. La partita di andata, giocata in uno stadio Tenni pieno in ogni ordine di posto, si concluse con una sconfitta per 1-0 e il ritorno a Perugia terminò con il risultato di 2-0 per gli umbri. Tuttavia, nell’estate 2005, alla fine del campionato di Serie B, a seguito della revoca della promozione in Serie A del Genoa e del Torino, il Treviso ottenne d’ufficio, insieme all’Ascoli e per la prima volta nella propria storia, la promozione in massima serie.

La stagione 2005-2006 del Treviso, però, si rivelò sin dall’inizio negativa per una serie di fattori quali l’inesperienza dell’organico (nella rosa figuravano giovani del calibro di Acquafresca, Dossena, Handanovic, Maggio) e l’impossibilità di cominciare la stagione tra le mura amiche del Tenni. Nonostante in città si vivesse un clima di grande entusiasmo per la prima stagione in massima serie, la società non mise a colpo grandi acquisti, anche se Setten comprò giocatori all’altezza del torneo. Arrivarono tra i pali Samir Handanovic, in difesa Andrea Dossena e William Viali, a centrocampo i due gemelli Antonio ed Emanuele Filippini e Pinga, mentre il reparto subito più carente era l’attacco, dove arrivò il solo Dino Fava Passaro, presentato come il bomber che con le sue reti avrebbe salvato la squadra, che invece retrocesse in Serie B con cinque giornate di anticipo rispetto alla fine del campionato. A nulla servirono gli esoneri di due allenatori, Ezio Rossi ed Alberto Cavasin, nel corso della stagione, ed il forte stravolgimento della squadra durante il calciomercato di gennaio 2006, con l’arrivo, tra gli altri, nientemeno che di Christian Maggio, Gianni Guigou, Matteo Sereni, Walter Baseggio ed il cavallo di ritorno Borriello. Nell’estate 2006, in seguito allo scandalo nel calcio italiano, il Treviso fu inizialmente riammesso in Serie A dalla sentenza di primo grado della CAF, che aveva stabilito la retrocessione in Serie B per illecito di Juventus, Fiorentina e Lazio; la decisione fu però annullata dalle sentenze di appello, che revocarono la condanna al declassamento in serie cadetta di Fiorentina e Lazio, disponendo la retrocessione della sola Juventus. Il Treviso, ultimo classificato in Serie A nella stagione sportiva, sarebbe stato ripescato solo in caso di tre retrocessioni a tavolino, e perciò fu costretto ad affrontare la serie cadetta.

 


DAL FALLIMENTO DEL 2009 ALL’ERA LUCA VISENTIN

La società è stata rifondata come Associazione Sportiva Dilettantistica Treviso 2009 ed è ripartita dal girone B del campionato di Eccellenza Regionale del Veneto. Nelle stagioni successive riuscì a raggiungere nuovamente il calcio professionistico disputando il campionato di Lega Pro Prima Divisione nella stagione 2012-13, ma il 19 luglio 2013 il Football Club Treviso è stato escluso dai campionati ad opera della FIGC in seguito al mancato ricorso contro l’esclusione dalla Lega Pro per dissesto economico-finanziario, e la sua squadra è stata conseguentemente sciolta dal Presidente federale. Nell’estate dello stesso anno è stato fondata l’Associazione Calcio Dilettanti Treviso, con un chiaro riferimento alla denominazione sociale mantenuta tra il 1935 e il primo fallimento societario del 1993.

Dopo due stagioni, sempre nel massimo livello regionale, la società, nell’estate del 2016, cambia proprietà, passando dalla gestione di Paolo Pini e Bruno Gemin a quella dell’imprenditore trevigiano Tiziano Nardin. A novembre dello stesso tuttavia, Nardin, cede il Treviso ad una cordata di imprenditori ferraresi, guidati da Massimiliano Vissoli, che ne diventa proprietario, almeno dal punto di vista legale. Nei giorni successivi, la trattativa salta, con conseguenti problemi legati alla prima squadra. Successivamente, una seconda trattativa, viene portata avanti, con l’imprenditore mantovano Claudio Dondi, che diventa il nuovo proprietario senza però poter operare i tesseramenti (per la FIGC il presidente è Nardin). Quest’ultimo problema, impedisce al Treviso di scendere in campo nelle gare valide per la 18ª, 19ª e 20ª giornata. Il Treviso, nei giorni successivi, riesce a tesserare un gruppo di giocatori svincolati, permettendo così alla società di scendere in campo nella gara valida per la 21ª giornata, facendo registrare però la sconfitta più ampia nella storia del club trevigiano.

Il 16 marzo, infine, dopo una lunga trattativa, Tiziano Nardin e Claudio Dondi cedono la società a Luca Visentin (foto a sx), imprenditore trevigiano ed ex consigliere d’amministrazione e vice-presidente della Triestina, che ingaggia come allenatore Michele Arcuri. Dal 19 febbraio al 9 aprile 2017, ha disputato le partite in casa al Comunale di Giavera del Montello.Al termine della stagione, dopo aver vinto 2-1 con l’Union Pro, la squadra, piazzatosi penultima in classifica, retrocede in Promozione.Il Presidente Visentin prende in mano la situazione e da vero condottiero, oltre a sistemare economicamente la società e a dargli una solidità, ingaggia Mr.Alessio Pala e porta nel capoluogo una rosa competitiva per poter ambire oltre al vittoria del campionato anche a quella nel Trofeo Regione Veneto. Rifonda completamente il settore giovanile e in più stipula con il Comune di Treviso, un accordo per prendere in gestione lo stadio Omobono Tenni in modo da ridare splendore allo storico impianto di via Ugo Foscolo.